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Egokid

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25/02/2011 - Altre recensioni di ECCE HOMO


Sono portatori sani di tradizione melodica italiana, gli Egokid. Ecce Homo è scintillante pop come vorremmo sentirne tutti i giorni on air alla radio. La ricetta è presto detta: melodie ineffabili cucinate con chitarrine e tastiere nelle giuste dosi, insaporite da un corollario di ammennicoli musicali di ogni tipo, servite insieme a testi che ti penetrano in testa con la facilità di un coltello caldo nel burro senza ricorrere al fatale triumvirato “sole cuore amore”. Anzi, il “Credo” degli Egokid è quanto di più secolare si possa trovare sulla piazza pop: “ragione cuore e volontà”. Attitudine più alla Hidden Cameras che Baustelle, insomma, ché del vintage di Francesco Bianconi & co, perennemente in circolo nel girone dantesco della nostalgia adolescenziale e della moda dell’anno scorso, gli Egokid non sanno che farsene. Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo pagano forse pegno alle sonorità dei toscani in taluni episodi più movimentati – anche a causa dell’impiego di Taketo Gohara in sede di mixaggio, già al lavoro col gruppo di Montepulciano – ma il loro sguardo è ben saldo sulla realtà quotidiana della società attuale, descrivendone cliché e contraddizioni col piglio agrodolce di chi non vuol piangere sul latte versato. Ed ecco che in “Con stile” si parla dell’impossibilità di rispecchiarsi nella meglio gioventù attuale, addolcendo la penna di Bret Easton Ellis, piuttosto che di romantici a Milano. In “Universo” e “Parabole” l’amore è affrontato senza pensare a reggiseni slacciati nell’estate dell’Ottantatre bensì rimarcando la precedenza gerarchica dell’amore terreno su quello divino.
Il resto è tutto un susseguirsi di suggestioni per lo più italiane, fatto salvo l’omaggio al brit-pop “
Ragazze + Ragazzi”, cover come si faceva una volta di “Boys & Girls”, ossia “tradotta” in italiano, e l’incipit di “Credo”, citazione di “Ticket to ride” dei Beatles. Poi c’è il Battisti aggiornato ai tempi del precariato di “Una vita”, c’è l’impianto genetico di Lucio Dalla in “Come un eroe della Marvel”. Ancora qualcosa di inglese si ritrova in “Non si uccidono così anche i cavalli?”, featuring Fausto Rossi aka Faust’O, melliflua new wave alla corte dei Japan. La medaglia d’oro va però a “Non mi hai fatto male”, romantica ballad che vorrei un giorno vedere vincitrice a Sanremo, magari cantata insieme al fantasma di Luigi Tenco. E ci potrei mettere Mina, Matia Bazar, Patty Pravo dei tempi d’oro, un po’ di Garbo e un pizzico di Nada; gli Egokid non si sono fatti mancare nessuno per creare la loro personale pietra filosofale pop. Ecce Homo è un ottimo rimedio se il logorio della vita moderna e l’ampolloso snobismo dei Baustelle vi hanno rotto i coglioni, provare per credere.

ShiverWebzine


E’ il disco con cui gli Egokid si aprono al mondo circostante, cercano il confronto con un pubblico piu’ ampio possibile e raccontano storie di Umanita’ Reale, che pero' spera in un cambiamento. Questo e' Ecce Homo.E’ da poco uscito il nuovo lavoro degli Egokid, la band milanese capeggiata da Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo. L'album, che vede la preziosa collaborazione di Sergio Carnevale alla batteria (Bluvertigo, Morgan, Baustelle), è un viaggio caratterizzato da un minimo comune denominatore che omaggia Nietzsche e il divertimento tutto laico del suo umano nichilismo. In due parole: Ecce Homo.Introdotto dal breve Umano, troppo umano, un augurio lampo di “buon viaggio” a ritroso, il disco si apre ufficialmente con i brani L’uomo qualunque , dove viene descritta la figura comune della società nostrana, che crede ciecamente in una finta salvezza ed al miraggio di un benessere inesistente, e Credo, in cui gli Egokid consigliano di non perdersi in una chiesa ai limiti della ragione umana ma di accettare la propria vita per quello che si è. Come un eroe della Marvel ci parla invece dell’amore, quel sentimento che sa renderci speciali come supereroi, ed ogni frase è infatti un’allusione ad un famoso eroe mascherato dei comics americani. Siamo arrivati al quinto pezzo dell’album nonchè primo singolo estratto da Ecce Homo, Ragazzi+Ragazze. Ai più sprovveduti questo titolo non dirà certamente nulla, ma se si spulcia bene negli archivi della storia della musica si scopre essere la cover italiana del successo del 1994 “Boys and Girls” dei Blur, a cui Palazzo e Pardo hanno fatto un omaggio davvero ben riuscito. Non si uccidono così anche i cavalli? si domandano gli Egokid nel brano successivo, che vede la preziosa partecipazione alla voce di Fausto Rossi, una delle icone della New Wave italiana conosciuta sotto lo pseudonimo di Faust’O. Ma il disco trova anche spazio per canzoni che potremmo immaginarci cantate dalla voce di Mina (Sirene) o da quella di Patty Pravo (Non mi hai fatto male), lente e oniriche ballate ispirate a successi di un tempo ormai passato. In Con stile il gruppo Milano e il so popolo, ibernato in sere senza gioia e sfrenati rituali dell’aperitivo. “Se c’è vita in mezzo a tutta questa gente, allora è probabile che ce ne sia anche su Marte” (una citazione al Bowie di Life on Mars?). Ci avviamo verso la fine del disco, dove troviamo Una vita, che ci fa riflettere sul lavoro ai tempi d’oggi (ormai quasi del tutto scomparso), e Universo, dove due corpi e due anime si trovano lontani dall’idea di Dio, salvati al mondo dalla disgregazione cosmica. Tocca a Parabole chiudere in bellezza questo piccolo capolavoro della canzone indie italiana. Perché se questo disco via ha infastidito o pensate che sia un po’ bizzarro, sappiate che anche prima degli Egokid “se ne sono viste di belle”!Ecce Homo è un album anomalo nel suo genere, in cui ogni brano ha il suo ben distinto significato e la sua particolare e ricercata linea melodica, spesso e volentieri arricchita da citazioni (sia testuali che strumentali). Ma se osservato con uno sguardo d’insieme ci si accorge che non è nient’altro che un prodotto indie pop di altissimo livello, capace di farsi ascoltare con piacere senza mai annoiare.

MusicalNews.com


C’è più di un sottile filo che lega la scrittura dei milanesi Egokid (al quarto album, tre anni dopo ‘Minima Storia Curativa’) a quella dei Baustelle. L’uomo che ha registrato ‘Ecce Homo’ (Taketo Gohara), ovviamente Diego Palazzo andato recentemente in tour con la band di Montepulciano, lo stesso Francesco Bianconi già ospite nel precedente lavoro, Sergio Carnevale (già visto proprio con i Baustelle) che “serve” la batteria nell’intero ‘Ecce Homo’. Facile dunque coordinarsi e agganciarsi al riferimento, ma gli Egokid hanno una leggerezza d’essere che i toscani hanno ormai perso da tempo, immersi come sono nel loro ultimo percorso ampolloso e prolisso. Segnalando la riuscita rilettura in italiano di ‘Boys And Girls’ dei Blur che diventa ‘Ragazze + Ragazzi’, un divertente episodio da festa zompettante, il resto dell’album appare come l’apice dell’ancor giovane ma quasi decennale carriera artistica della band. Liriche snob e taglienti, sagaci ed intelligenti, sorprese e profumi del Bowie magistralmente più orecchiabile, il cantautorato al femminile degli anni ‘70 nostrani, melodie e citazioni colte da air play radiofonico e l’azzeccata ospitata di Fausto Rossi in uno dei momenti migliori del disco (’Non si Uccidono così anche i Cavalli’). Il nuovo corso della musica italiana passa anche e soprattutto attraverso prodotti come questo.

NerdsAttack.net

15/02/2011 - Nuove recensioni di ECCE HOMO

Tutto accade a Milano, la città della moda, delle TV berlusconiane, del precariato di lusso e della stantia cultura di regime. È qui che Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo si incontrano e creano gli Egokid. Nel debutto "The Egotrip Of The Egokid" (Snowdonia 2003) la band è ancora sul crinale fra post-rock, punk e psichedelia. Già nel seguente "The K Icon" (EthnoWorld 2006) il gruppo comincia però a prediligere la forma canzone e i crossover stilistici propri del pop, per raccontare storie dal sapore sexy e surreale. Accantonato l'inglese, Diego e Pier optano per la lingua italiana, come naturale medium per raccontarsi al mondo che li circonda: il passaggio segna una svolta in chiave intimista-autobiografica in "Minima Storia Curativa" (Aiuola Dischi 2008), dove l'amore la fa da padrone, sempre indagato attraverso prospettive volutamente al margine del senso comune. Il gruppo, a cui nel frattempo si sono aggiunti Fabrizio Bucchieri (basso), Davide "Debe" Debenedetti (sintetizzatori) e Chris Clemente (chitarra), è finalmente pronto per emergere all'attenzione del grande pubblico. E lo fa con un disco ambizioso ma diretto, coniugando semplicità pop ed elegante scrittura autoriale. Prodotto da Sergio Maggioni e Giulio Calvino (Hot Gossip, Syria/Ayris e Max Pezzali), registrato da Taketo Gohara (Baustelle, Vinicio Capossela) alle Officine Meccaniche di Milano, l'album vede inoltre la collaborazione di Sergio Carnevale alla batteria (Bluvertigo, Morgan, Baustelle) e uno speciale cammeo di Sua Maestà Fausto Rossi. Tutto questo viaggio ha un titolo, un minimo comune denominatore che omaggia Nietzsche e il divertimento tutto laico del suo umano nichilismo: "Ecce Homo". Dove gli Egokid si fanno uomini, per gli uomini.

Rockambula.com


Come scrive Matteo B. Bianchi, questo nuovo album degli Egokid era davvero un disco "necessario", per quello che rappresenta, per come suona e per le parole che dice. Un lavoro veramente vario, quasi una sintesi di musica italiana e dei suoi gloriosi anni, che passa dalla classica canzone romantica anni 70 delle dive Mina o Patty Pravo ("Sirene" e "Non mi hai fatto male"), all'elettro-pop anni 80, con un pizzico di new wave (nel bellissimo pezzo, tra i miei preferiti dell'album "Non si uccidono così anche i cavalli", cantato in duetto con il grande Faust'O, di cui i Nostri avevano già interpretato "Hotel Plaza", nel disco di cover a lui dedicato). Un pop come dovrebbe essere suonato il pop, con testi estremamente chiari e a volte anche spietati, pur senza urli o incazzature (vedi "Credo": Dio non conosce gli uomini / la sete di potere è il suo primo motore / per questo non lo prego / ma è solo in me che credo...) Nell'album è presente anche una cover di "Girls and Boys" dei Blur, piuttosto fedele all'originale sia nel testo che nella struttura musicale. "L'uomo qualunque" si appresta invece a diventare un hit dei giorni nostri: Non abbiamo i soldi per comprare la coca / fare la bella vita / perciò tiriamo una riga e cancelliamo la storia...
Per me un album a cinque stelle, con il consiglio di ascoltarli in concerto, per godere anche della loro presenza scenica.

TheBreakfastJumpers

02/2011 - Recensione su BLOW UP



02/2011 - Recensione su BUSCADERO



02/2011 - Recensione su RUMORE



01/02/2011 - Recensione Rockshock.it

Arriva nei primi giorni di questo 2011 il quarto album degli Egokid, band milanese che segue le tracce solcate dai Baustelle, presentando però un indie pop molto più affine al britpop dei primi anni ’90.
Dopo due album in inglese, The Egotrip Of The Egokid e The K Icon, il gruppo, fondato da Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo, presenta nel 2008 il primo album in italiano. Minima Storia Curativa, vede aggiungersi ai due fondatori ed al batterista Leo Ganazzali, 3 nuovi membri: Bucchieri (basso), Debenedetti (sinth) e Clementi (chitarra elettrica).
Ecce Homo, che vede la partecipazione di Sergio Carnevale (Baustelle e Bluvertigo) alla batteria, presenta testi molto interessanti che osservano l’uomo ed i suoi difetti, fornendo uno spiccato affresco della società attuale.
Dopo il brevissimo intro di 10 secondi Umano Troppo Umano, l’album inizia con L’Uomo Qualunque, un brano molto orecchiabile che spazia dal pop pungente di Elio E Le Storie Tese a quello tinto di rock dei Baustelle.
Sonorità più intinte di rock nella seguente Credo che strizza l’occhio anche alle melodie dei primi Mamas & Papas. Come Un Eroe Della Marvel, primo singolo estratto, è invece un brano in puro stile cantautoriale, molto ben curato, anche se di più difficile ascolto.
Con Ragazze + Ragazzi arriva una delle punte di diamante; gli Egokid, che presenteranno anche il video di questo brano, hanno riproposto in italiano Boys & Girls dei Blur. Il risultato è irresistibile e non esce più dalla testa.
Non Si Uccidono Così Anche I Cavalli presenta un sound tipicamente new wave ed è valorizzata dalla collaborazione con Faust’O, cantautore friulano di fine anni ’70-inizio ’80 che divenne una sorta di David Bowie italiano.
Di nuovo atmosfere cantautoriali in Sirene, dove incombe pesantemente l’ombra della grandissima Mina, sia come sound che come stile del cantato.
Sonorità più attuali impreziosiscono Con Stile, canzone con un ritornello molto orecchiabile che probabilmente potrebbe diventare uno dei prossimi singoli, così come Una Vita che presenta un testo molto ironico che rende l’ascolto ancor più piacevole.
Anche Universo fila liscio come l’olio, in pieno stile britpop di matrice britannica.
Chiudono Non Mi Hai Fatto Male, un altro brano Mina-oriented e Parabole.
Questo Ecce Homo, potrebbe far salire alla ribalta gli Egokid, un gruppo talentuoso che seppure presenti un lavoro simile ad altri già più noti, arricchisce il tutto con grandi note di personalità che lo differenziano dal sound di altre bands del giro indie pop.


25/01/2011 - Egokid su Italian Embassy

More pop. More lyricists. More indie. More dandy. More Italian. More homo. More Milan-(s)old style. More young, urban, professionals. More tender. More trasgressive. More important than ever before. More swinging-brit. More quoting. More 20th century. More “outrageous”, to dare a Girls and boys cover… Thanks also to a label that keeps publishing best Milan tunes in these years.

Italian Embassy


24/01/2011 - Segnalazione su Rockol.it

Nati nel 2000 a Milano dall'incontro di Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo, gli Egokid (Fabrizio Bucchieri al basso, Chris Clemente alla chitarra, Davide DeBenedetti ai sintetizzatori e percussioni, Diego Palazzo alla voce, chitarra, tastiere e Piergiorgio Pardo, voce e tastiere) hanno iniziato la loro carriera con due album in inglese ("The egotrip of the Egokid" e "The K icon"), scegliendo solo nel 2008 di provare a confrontarsi con la madrelingua italiana con il disco "Minima storia curativa".
“Ecce homo” prosegue la strada intrapresa due anni e mezzo or sono: brani in bilico tra cantautorato, pop italiano vintage (“Credo”, “Non mi hai fatto male”) e sperimentazioni new-wave (“Non si uccidono così anche i cavalli”). Come primo singolo è stato scelto il brano “Ragazze + Ragazzi”, versione italiana del successo dei Blur “Girls & boys” del 1994.
L'album è stato prodotto da Sergio Maggioni e Giulio Calvino (Hot Gossip, Syria/Ayris) e registrato da Taketo Gohara (Baustelle, Vinicio Capossela) alle Officine Meccaniche di Milano. Il disco vede la collaborazione di Sergio Carnevale alla batteria (Bluvertigo, Morgan, Baustelle) e di Faust'O (al secolo Fausto Rossi) nel brano “Non si uccidono così anche i cavalli”.
In merito al titolo la band ha dichiarato: "Ecce Homo è un disco, ispirato al pensiero di Nietzsche, che ti presenta l'uomo: con i suoi malesseri, la sua voglia di cambiamento, i suoi fallimenti e i suoi miti".

rockol.it


18/01/2011 - Recensione di Ecce Homo di Matteo B. Bianchi

Capita ogni tanto di sentire un album e pensare che si tratti di un disco importante. Capita invece assai di rado di ascoltare un album e considerarlo "necessario". A mio avviso "Ecce homo" degli Egokid lo è.
Sono tanti i motivi. Per cominciare però direi perché l'Italia stessa ha bisogno di un disco così. Per quello che rappresenta, per come suona e per le parole che dice.
Partiamo dai testi. Potenti, onesti (e dunque sfrontati), consapevoli. Gli Egokid sanno cosa dicono e come vogliono dirlo. "Ecce homo" è una raccolta di canzoni che ritrae le paure e le povere ideologie dell'uomo qualunque, un cittadino che demonizza gli extracomunitari, sogna di fare "la bella vita" a base di cocaina, ma poi sposare una brava ragazza in chiesa, a perfetto paradigma di una classe politica che marcia per i valori della famiglia di giorno e la sera incontra le escort minorenni; racconta struggenti dichiarazioni d'amore di un uomo verso un altro uomo, concentrandosi solo sulla forza maestosa del sentimento, dimostrando di aver già superato anche le istanze militanti dei contenuti gay (un fenomeno di cui si hanno esempi in letteratura nei romanzi etichettati come 'post-gay' e di cui questo disco rappresenta l'unico esempio italiano in ambito musicale); si lancia contro istituzioni cattoliche (affrontando temi che i testi dei loro più cattivi colleghi, che vestono i panni dei maudit del rock, non hanno il coraggio nemmeno di sfiorare) con un'ironia abrasiva e liberatoria ("Amore mio non perderti... E non andare a Rimini, in quella setta, al Meeting"). Non è poco. Non lo è affatto in questo paese.
E poi la musica. In "Ecce homo" sono presenti le influenze musicali del nostro passato musicale migliore: l'eredità dei cantautori in brani come "Credo" e "Una vita", le sonorità pop di "Parabole", che riportano alla mente il periodo d'oro dei Matia Bazar, le struggenti melodie delle canzoni sentimentali di pezzi quali "Sirene" e "Non mi hai fatto male" che potrebbero essere tratte da un virtuale repertorio anni '70 di Mina o Patty Pravo, il sound della new wave in chiave italica ripresa con cura quasi filologica in "Non si uccidono così anche i cavalli" (impreziosita dalla scelta di una collaborazione colta e raffinata, un duetto con Fausto Rossi, l'indimenticato Faust'O, epigono e riferimento imprescindibile per quel periodo musicale). Il tutto però filtrato da una sensibilità profondamente contemporanea per produrre un album che è etichettabile come indie-rock.
Anche da un punto di vista della fruizione mi sembra ricco di potenzialità: "Ragazze e ragazzi", intelligente cover/rilettura di "Girls and boys" dei Blur, è una killer-track radiofonica; "L'uomo qualunque" è destinata a diventare un anthem dal vivo (col suo irresistibile ritornello: "Noi non abbiamo i soldi, non abbiamo i soldi per comprare la coca e fare la bella vita!", perfetto da cantare in coro), la delicata ballad "Come un eroe della Marvel" potrebbe diventare un hit da adolescenti; "Parabole", con la sua struttura perfetta da canzone pop di tre minuti, ma dal testo carico di inaspettata analogie bibliche, è pronta a lasciate spiazzato l'ascoltatore; infine, "Sirene", forse il punto più alto della raccolta, con quel suo appassionato falsetto al termine di ogni ritornello, pronta a sciogliere il cuore anche dell'ascoltatore più coriaceo.
Mi sembra in conclusione che "Ecce homo" sia un album che può dividere, può piacere o non piacere, può esaltare o irritare, come è giusto che sia per un'opera con tali caratteristiche, ma la cui intrinseca qualità difficilmente verrà messa in discussione. Anche per questo è uno di quei rari dischi di cui abbiamo disperatamente bisogno.

NUOVE INTERVISTE AGLI EGOKID

Intervista su PoliRadio

Intervista su Rock 'n' Roll Radio

Intervista su Dance Like

Intervista su BabylonBus

25/01/2011 - Intervista su Rockit.it


La che Chiesa ti fidelizza manco fosse l'Esselunga, i blogger che ti accusano di copiare i Baustelle appena sposti un accento, poi Mina-raperonzolo tenuta prigioniera sulle montagne svizzere, Faust'O e Bowie. Insomma, il pop. Renzo Stefanel si fa una lunga chiacchierata con Diego Palazzo per farsi raccontare il nuovo album degli Egokid.

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